Ritratto di Alessandro Bazan, pittore

Pittore figurativo, esponente e capofila dagli anni ’90 della cosiddetta Scuola di Palermo, è tra i primi pittori siciliani, insieme a Fulvio Di Piazza, Andrea Di Marco e Francesco De Grandi, a riscoprire la pittura di Guttuso, reinterpretandola e mescolandola con riferimenti alla cultura pop e cinematografica.
Nel 2005 si tiene l’antologica Jazz Paintings nel Palazzo della Penna a Perugia, con catalogo edito da Skira a cura di Luca Beatrice, mentre nel 2012 espone alla Galleria d’arte moderna di Palermo, con la personale Moderna[4]. Partecipa inoltre alle Quadriennali di Roma del 1999 e del 2008

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Una pittura senza centro. Molteplice, dinamica per vocazione: sul piano dei riferimenti iconografici, delle articolazioni tonali e formali, dell’energia, della narrazione. Tutto si muove, nei quadri di Alessandro Bazan (Palermo, 1966). Sfugge, s’attorciglia, scivola, avanza a zig-zag. E in questo dondolio la sintesi è misteriosamente antinarrativa, ambigua: i meriggi assolati e le notti metropolitane, svuotati di ogni suono; le piccole scene incantate; gli interni zeppi di dettagli, improvvisamente congelati.
Così, il pittoresco si contraddice, incontrando l’enigma; il racconto si perde, polverizzando la trama; la cronaca si sfilaccia e poi si nega, tra spaesamenti e slittamenti. E ciò che la pittura organizza, costruisce, illustra, la pittura stessa dissolve in una sintassi aperta, sinuosa. Col jazz, inossidabile amore, che torna nei temi, nei ritmi, nelle scritture.

Sue opere fanno parte della permanente del Museo di Arte Contemporanea di Palermo a Palazzo Riso.
È docente di Fenomenologia del corpo, Elementi di morfologia e dinamiche della forma, Anatomia dell’immagine, Anatomia artistica e Disegno per la scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

(fonti: Artribune – Wikipedia)

©ph mario virga