Ritratto di Maria Delfina Bonaventura Nunes

 

Molteplici sono le sue attività ma pochissime (e ne va fiera) quelle remunerate, mille e mille le sue conoscenze mai superficiali, incontenibili l’energia e la caparbietà che getta nel portare a termine gli impegni presi. Gentili i modi, accattivante il sorriso, profondi gli occhi, Delfina riesce facilmente a rapportarsi con il più umile degli uomini, così come sa come entrare nel cuore del più importante, proprio perché il suo approccio è sempre sincero e diretto, mai arrogante o ambiguo. Sempre attenta al meno fortunato, al più povero della compagnia, non teme di rapportarsi con lui, anzi ne ricerca la vicinanza per conoscere i suoi bisogni ed aiutarlo concretamente e spassionatamente. Fatto ciò è disponibile un’altra volta ancora.

Inflessibile nelle sue convinzioni, sempre pronta a mettere alla prova e smascherare gli ambigui e i fasulli, è capace di comportamenti fermi e coerenti anche a lungo nel lungo periodo tempo. Dotata di un innato sesto senso nel valutare l’interlocutore, non pronuncia mai una parola di troppo. Conserva l’approccio cauto di chi ha avuto una vita certamente non facile. Giunta in Italia per la prima volta da sola, a Palermo, a 18 anni, ha svolto i tipici lavori dell’emigrante (assistenza a bimbi, ad anziani, cucina), ma poi, forte anche delle precoci esperienze di lavoro svolte nel paese di origine, Capo Verde, ha saputo alzare il capo ed intraprendere un’attività che è a lei congeniale. Lei, che fa del rapporto con la persona, con l’essere umano, specie se bisognoso perché proveniente in qualche modo, da un paese straniero e povero, non poteva fare altro che la Mediatrice trans-culturale, ruolo che svolge da quasi trent’anni in Sicilia come se fosse nata apposta per fare quello.

Evidentemente lo sbocco politico era naturale, ma non è, in Delfina, quello delle grandi idee impraticabili o utopiche, dei “new deal”, è invece quello che tutti gli uomini politici ricercano (ma che hanno serie difficoltà a praticare concretamente o per il quale scadono facilmente nell’illecito, non conoscendone neanche modi e limiti), ossia quello del diretto e costante rapporto con i cittadini. Per Delfina ciò avviene con naturalezza ed efficacia perché lei stessa si identifica con quelli dei quali si occupa. Non è un caso che sia stata recentemente eletta Presidente della Consulta delle Culture, organo consultivo dell’attuale Amministrazione Municipale di Palermo, unico nel suo genere, porta alla luce i bisogni di coloro che – abitanti a Palermo – appartengono ad altre culture, ad altre etnie.

Un’altra passione per la verità Delfina ce l’ha, oltre quella – un po’ lontana – del sole, del mare e del pesce della sua isola, Sal, una delle dieci che costituiscono l’arcipelago di Capo Verde, ed è quella della cucina, altra attività dove riesce spontaneamente e per la quale ottiene grande successo nelle case palermitane come cuoca ed ultimamente come insegnante.

Ma, a riflettere bene, tutte le passioni di Maria Delfina Boaventura Nunes, il mediare tra culture diverse, il cucinare piatti multietnici o italiani, il volersi interessare dei problemi dei cittadini, hanno un medesimo comune denominatore, ossia quello di aggregare persone per cercare di soddisfarne i bisogni, aiutandole a vivere meglio.